Keynes e la macchina stampa soldi

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john-maynard-keynesPer uno strano scherzo della storia, oggi molti attribuiscono a Keynes l’idea che stampare denaro sia la medicina migliore per risolvere una crisi. In realtà l’autore della Teoria Generale la pensava molto diversamente. L’espansione monetaria ha senso se serve a finanziare la spesa pubblica e i bassi tassi di interesse sono utili nella misura in cui aiutano le imprese ad investire e assumere, mettendo nelle mani dei propri dipendenti nuovo potere d’acquisto. Per Keynes, al contrario di quanto Milton Friedman sostenne 40 anni dopo, le politiche monetarie da sole non bastano, come in effetti dimostra l’esiguo risultato dei Quantitative Easing in USA e UK. Ecco cosa scriveva l’economista di Cambridge nel 1933 a Franklin Delano Roosevelt.

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Tutte le contraddizioni di Bini Smaghi [2 video]

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morire-austerita-190x300di Stefano Lucarelli per Keynes Blog

Non è cosa di tutti i giorni vedere un ex membro del comitato esecutivo della BCE arrampicarsi sugli specchi dinanzi ad una serie di critiche puntuali. Mercoledì scorso ad Ancona, Lorenzo Bini Smaghi ha presentato e discusso con alcuni degli economisti italiani più capaci di criticare le ricette mainstream per uscire dalla crisi, il suo ultimo libro Morire di austerità. L’incontro era organizzato dal Mofir, un gruppo di ricerca estremamente vivace, attento all’analisi empirica delle principali variabili di politica monetaria e fiscale senza essere incline alla baloccometria (pericolo denunciato da de Finetti ben prima dello scandalo Reinahrt-Rogoff) e capace anche di aprirsi ad un pubblico di non specialisti.

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Luci e ombre del “modello Islanda”

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Iceland holds referendum on repayment

Alla fine del 2008 l’Islanda è stata travolta dalla crisi finanziaria internazionale e la sua economia ha perso più del 6,5 per cento del pil. Un paio di anni dopo però era già tornata a crescere e a creare posti di lavoro. In mezzo due decisioni che hanno attirato l’attenzione di tutto il mondo: la scelta di non pagare (in parte) i debiti delle proprie banche verso l’estero e l’approvazione di una nuova Costituzione redatta in forma partecipativa. Un modello esportabile?

Daniela Palma e Guido Iodice da Micromega 4/2013

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Mario Draghi e le contraddizioni dell’Unione Europea

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È da tempo che la gran parte della stampa tedesca vede in Draghi un pericoloso inflazionista, oltre che un sistematico “sabotatore” della linea del rigore. Ma nelle condizioni date appare davvero arduo immaginare che la riduzione dei tassi di interesse produca effetti inflazionistici. Dietro questo dibattito si scorgono in realtà i conflitti intercapitalistici alla base dell’architettura istituzionale europea.

di Guglielmo Forges Davanzati da Micromegaonline

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