Intenzionalità o stupidità? aggiornamento del 12 aprile 2016

Tutti hanno un’opinione anche se non ci si deve sentire obbligati ad esprimerla. Quindi, incoerentemente, la esprimo alla luce di nuove notizie.

Lagarde: “Fmi ha sbagliato sulla Grecia, sottovalutato l’effetto austerity”

30 giugno 2015 – Alessio Giachin Ricca

“Non comprenderemo mai davvero i principali eventi economici se non ci rendiamo conto che le loro cause sono in gran parte di natura mentale” ( George A. Akerlof e Robert J. Shiller – Spiriti Animali – Rizzoli 2009). Gli “spiriti animali” si sono liberati. Nelle trattative tra la UE e la Grecia si possono vedere questi spiriti animali vagare senza meta.

Ho deciso di esprimere la mia opinione su un tema come l’economia perché sono “incompetente”, esattamente come molti economisti, giornalisti ed opinionisti, quindi anch’io mi sento in diritto di parola.

Alla prova dei fatti di questi ultimi giorni vedo che le proposte sono esattamente uguali a quelle precedenti che hanno creato un crollo del PIL del 25% e un aumento del debito del 30% e non si riesce a capire come questo possa servire a rilanciare la crescita.

La Grecia ha fatto molti errori, è inutile negarlo, primo fra tutti vivendo al di sopra delle sue possibilità, a debito, ed il debito priva della libertà il debitore. Una legge storica. Ma esiste sempre un concorso di colpa da parte del creditore (in questo caso erano banche tedesche e francesi oltre alle banche d’affari americane che si occupavano di ristrutturare il debito del paese) quando il debito è eccessivo rispetto alla capacità di rimborsarlo da parte del debitore; possiamo valutare il concorso di colpa al 50%. Quindi si può ragionevolmente supporre che il debito reale della Grecia sia il 50% di quello nominale, come normalmente avviene nell’economia reale in presenza di un concordato preventivo tra aziende. D’altra parte è già successo “Il 27 febbraio 1953 fu siglato a Londra un accordo che cancellava la metà del debito della Germania (all’epoca la Germania Ovest). 15 miliardi su un totale di 30 miliardi di Deutschmarks*”. Il principio è: meglio prendere poco che prendere niente.

Questo mi pare faccia parte del mercato. È il mercato bellezza!

Poi ancora non mi è chiaro il perché il liberismo sostenga che il mercato sia in grado di trovare il giusto equilibrio e richieda la deregolamentazione, però poi si nasconda dietro alle “regole” quando vuole imporre il suo punto di vista. E la domanda è sempre la stessa: intenzionalità o solo stupidità? che sono entrambi parte della natura mentale delle persone.

Poi andando oltre nell’osservazione e nell’analisi mi sovviene spesso alla mente Carlo Maria Cipolla ed il suo testo (Allegro ma non troppo, le leggi fondamentali della stupidità umana – Il Mulino 1988) illuminante in cui suddivide il genere umano in quattro categorie: Intelligenti, Banditi, Sprovveduti e Stupidi.

Essendo in presenza di un gioco a somma zero laddove c’è qualcuno che perde c’è sempre qualcuno che guadagna, e se la Grecia perde chi è che ci sta guadagnando? C’è forse qualche paese che appartiene alla categoria dei banditi e che sfrutta la situazione a proprio vantaggio? Ma rimanendo troppo a lungo nella categoria dei banditi, traendo troppi vantaggi a scapito di altri, prima o poi si passa di diritto nella categoria degli stupidi in cui si fanno grossi danni senza trarne nessun profitto.

Nella attuale situazione economica operando con l’austerità si sono create le condizioni prima di recessione ed ora di deflazione, in queste condizioni i creditori sono avvantaggiati, il loro capitale nominale rimane integro, mentre i debitori sono perdenti in quanto continuano ad avere un debito stabile, che non cala per l’effetto dell’inflazione, oltre agli interessi da pagare. Una delle ipotesi degli anni scorsi era quella di creare condizioni per un’inflazione al 2% che avrebbe creato una buona base per avere la crescita ed avrebbe permesso ai paesi debitori di diminuire il loro ammontare complessivo di debito. Ma questa è una situazione che non sta bene a chi detiene il debito, quindi le azioni sono tutte nella direzione opposta: crescita debole e inflazione bassa, ora negativa. Ma il mercato si basa sulle aspettative ed in queste condizioni non si impiega più la liquidità di cui si dispone e si rimane in deflazione. Infatti i depositi delle aziende e delle famiglie sono aumentati.

La Germania che ha tratto enormi benefici dall’attuale situazione e per la sua storia ha un terrore folle dell’inflazione, teme il suo passato. Gli spiriti animali continuano la loro opera: nulla di razionale e ragionevole sta avvenendo, ognuno lotta con i propri fantasmi e prevale la volontà di punire il trasgressore e mandare un monito agli altri PIGS.

In queste condizioni per la Grecia non rimane che “giocare” usando la “debolezza coercitiva” (così espressa da Thomas Schelling, uno dei fondatori della teoria dei giochi): per il soggetto più debole è perfettamente razionale indebolire la propria posizione, quando entrambi i giocatori sanno che i loro destini sono legati. Si tratta di danzare sull’orlo di un burrone legati all’altro giocatore (un approfondimento http://keynesblog.com/2015/02/17/fermi-come-una-roccia-la-strategia-di-varoufakis/)

Però, forse, non è in gioco solo la questione economica (che è un mezzo e non un fine), ma il modello stesso di governance, che possono a prendere la forma della tecnocrazia o della plutocrazia, dove l’individuo assume solo più l’identità di consumatore perdendo quella di cittadino.

È lecito pensarlo visto che viviamo in un tempo di mezzo: Noi che viviamo nell’interregno fra il “non più” e il “non ancora” (BABEL – Zygmunt Bauman, Ezio Mauro – Laterza 2015)

Ma altri attori fanno parte dello spettacolo e gli Stati Uniti e la Cina stanno premendo per trovare un accordo, gli USA per timore che la Grecia entri di fatto nella sfera d’influenza della Russia e la Cina, che insolitamente esprime una esortazione diretta, perché teme il caos che ne può derivare e per la sua crescita ha bisogno di “armonia”.

Non negando il beneficio del dubbio si può supporre che i promotori siano animati da nobili e sincere intenzioni, ma il rischio è finire in un panopticon o in una condizione ben descritta nel film Matrix. “A pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca” diceva un politico italiano molto navigato. Vien da supporre che la Grecia possa essere un test … e ritorna la domanda: intenzionalità o solo stupidità?

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